Perché2017-12-03T13:30:01+00:00

L’acqua è il bene più prezioso di uso quotidiano.

In una goccia d’acqua si trovano tutti i segreti degli oceani. Khalil Gibran

0
sono i litri di acqua potabile che una persona consuma al giorno
0
i litri di acqua che basterebbero a una persona in un giorno.
0
€uro è la spesa annuale per la sola acqua in bottiglia (famiglia di 4 persone).
0
sostanze migrano dalla plastica all’acqua. Le concentrazioni aumenetano di 9 volte da 20 a 30°C

Perché un servizio di analisi dell’acqua con campionamento a domicilio?

L’acqua del rubinetto, se sicura, batte qualsiasi acqua in plastica poiché ecosostenibile, economica e costantemente controllata in tutto il suo tragitto. A2D – Analisi Acqua a Domicilio ha lo scopo di offrire un servizio innovativo capace di dare certezze sulla salute dell’acqua di casa fino al rubinetto.

Lo scopo di A2D è rendere sicuro e consapevole l’utilizzo di acqua del rubinetto dell’utenza domestica. A2D assicura la salute dell’acqua di casa con un campionamento a domicilio ed una analisi chimica, fisica e microbiologica in 8 parametri chiave. Offre la consulenza di professionisti in caso di anomalie e risultati in 48 ore commentati in un report di 5 pagine (inviato al cliente tramite WhatsApp). Il servizio è una assoluta novità nel panorama italiano. 

Una rete di biologi e chimici in crowdsourciong.

Il servizio di campionamento acqua a domicilio e analisi chimica fisica e microbiologica è svolta da biologi e chimici, una risorsa umana da valorizzare. L’utilizzo di protocolli comuni permette di effettuare analisi di correlazione di zona e avere maggiore sensibilità nell’individuare anomalie nell’erogazione dell’acqua.

L’acqua in plastica è una pessima abitudine. 

La plastica è gigantesco problema. Una bottiglia di plastica per essere smaltita (in mare) impiega almeno 450 anni. Questo significa che tutta la plastica prodotta, da quando è stata inventata, è ancora in circolazione. Giovanni Soldini in un articolo di La Repubbilca ha dichiarato “Anch’io veleggio in un mare di plastica: ormai è dappertutto, dal Pacifico alla Grecia”

L’Italia è il terzo paese dopo Messico e Tailandia per consumo annuo pro capite di acqua in bottiglia di plastica (245 litri). Oltre ad essere costosa è può essere meno sicura di quella del rubinetto. La comunità scientifica ha evidenziato un problema: la plastica delle bottiglie se non conservata in modo corretto (al riparo dalla luce e dalle fonti di calore) cede sostanze all’acqua. Alcune di queste sostanze sono classificate come cancerogene, altre come  disturbatori endocrini, poiché alterano l’equilibrio ormonale soprattutto nei più piccoli.

Questo significa che la plastica delle bottiglie, già non ecosostenibile, è pericolosa per l’uomo soprattutto per l’effetto accumulo; le stesse sostanze  infatti sono presenti in altri imballaggi alimentari e nei gas di scarico delle automobili. Occorre liberarsi dalla schiavitù delle bottiglie in plastica. Elaborandone il lutto. 

I produttori di acqua in bottiglia hanno conquistato nuovi segmenti di mercato soprattutto grazie a forti campagne di comunicazione (l’acqua della salute, l’acqua che fa plin plin ecc) che richiamano concetti come purezza, sicurezza, benessere e leggerezza. Tuttavia è proprio la sicurezza per la salute delle bottiglie in plastica che oggi viene messa in discussione. Nessun produttore può garantire il processo di distribuzione e, soprattutto nel periodo estivo, la conservazione delle bottiglie non viene effettuata nel modo corretto, anche nella grande distribuzione.