I cloruri.

Cosa sono i cloruri.

I cloruri sono composti inorganici contenenti cloro. Numerosi cloruri si trovano in natura come minerali. Il più noto è il sale da cucina (cloruro di sodio NaCl) ma nell’acqua ne sono presenti molti altri tra cui i cloruri di alluminio (AlCl3), calcio (CaCl2) e potassio (KCl). Lo ione cloruro costituisce lo 0,045% della crosta terrestre, mentre l’acqua di mare contiene 19,4 g Cl/L. Quindi, la presenza di cloruri nell’acqua ha generalmente origine minerale, poiché le acque se ne arricchiscono durante il passaggio attraverso le rocce sedimentarie. Tuttavia i cloruri possono avere anche origine organica e in tal caso hanno elevate concentrazioni e sono indicatori di inquinamento provocato da scarichi civili e industriali o pratiche zootecniche.

cascata di acqua

Non ci sono studi che dimostrano la tossicità dei cloruri. Tuttavia il DLgs 31/2001 stabilisce la concentrazione massima di cloruri nell’acqua potabile pari a 250 mg/L. Alte concentrazioni di cloruri, anche al di sotto del limite, possano conferire all’acqua un odore sgradevole e un sapore salino, aumentano la conducibilità elettrica delle acque e conseguentemente il residuo fisso.

Il cloro, inoltre, viene utilizzato nel trattamento delle acque a scopo potabile per la loro disinfezione, grazie all’elevata capacità ossidante. Il processo normalmente effettuato dagli enti di gestione è la clorazione, cioè l’aggiunta di ipoclorito di sodio (NaClO) all’acqua; le proprietà di disinfezione dell’ipoclorito si basano sullo sviluppo di acido ipocloridrico e ossigeno. Questi due composti sono in grado di uccidere i microrganismi danneggiandone le membrane protettive. L’efficacia della disinfezione e’ funzione del pH dell’acqua e avviene preferibilmente quando il pH è compreso fra 5.5 e 7.5 La concentrazione di ipoclorito di sodio viene determinata come cloro residuo libero e secondo la normativa italiana non può superare il valore di 0,2 milligrammi per litro, parametro monitorato dai gestori. La relazione tra il cloro aggiunto nella disinfezione e potabilizzazione delle acque è illustrata nell’immagine in basso.

Infine, con alcuni semplici accorgimenti è possibile eliminare l’odore e il gusto di cloro agendo proprio sul cloro residuo libero, facendo riposare l’acqua di rubinetto qualche decina di minuti in una caraffa aperta prima del consumo e conservandola in frigo in una bottiglia con tappo non ermetico per consentire l’evaporazione del cloro libero residuo.

schema esemplificativo cloruri

Cosa fare se avvertiamo odore di cloro nell’acqua del rubinetto

Con un semplice accorgimento è possibile eliminare l’odore e il gusto di cloro: facendo riposare l’acqua qualche decina di minuti in una caraffa aperta prima del consumo e conservandola in frigo in una bottiglia con tappo non ermetico per consentire l’evaporazione del cloro libero residuo.

2017-11-16T17:17:45+00:00